Ultime notizie scuola, dal 2 febbraio arriva il Mobility manager: chi è e cosa farà

Nella scuola, da domani, martedì 2 febbraio 2016, arriverà il mobility manager. Di che cosa si tratta? Ebbene, ogni dirigente scolastico verrà incaricato di scegliere, all’interno del proprio organico, una figura che andrà a ricoprire questo nuovo ruolo su base volontaria e senza che sia previsto alcun onere per l’amministrazione. Insomma, in poche parole, il mobility manager svolgerà questa funzione gratis.

Quali saranno i suoi compiti? Si tratta di compiti importanti, come quello di ottimizzare il tragitto degli studenti casa-scuola, organizzando i rapporti con le aziende di trasporto, oltre ad incentivare l’uso della bicicletta (qualora fosse possibile) o quello dello ‘car sharing’: un compito particolare sarà, poi, quello legato alla mobilità degli studenti diversamente abili, per il quale il mobility manager allaccerà uno stretto contatto con l’ufficio scolastico regionale. Da qui si comprende che l’attività di questa nuova figura nata nel mondo scolastico non è certo qualcosa di ‘improvvisato’. Da qui nasce la polemica portata avanti da Cittadinanzattiva e da Legambiente che non esitano a mostrare tutto il proprio scetticismo sulla buona riuscita dell’iniziativa.

La figura del Mobility Manager è prevista dalla legge 221/15 in materia ambientale per promuovere misure di green economy. Specificatamente la 221, dello scorso 28 dicembre, è una legge che parla chiaramente di lavoro in maniera del tutto gratuita ma che, d’altro canto, richiede preparazione e competenze specifiche. Da qui la consapevolezza che il progetto resterà un bella ‘utopia’, perchè secondo la responsabile scuola di Cittadinanzattiva, Adriana Bizzarri, cambierà ben poco nella vita scolastica di ragazzi e genitori. Ci si chiede, infatti, come potrà essere realizzato se prevede zero risorse economiche e nessun specifico percorso di formazione. ‘Non sono ruoli che si possono improvvisare così, dall’oggi al domani, su base volontaria e senza un minimo di competenze – spiega Adriana Bizzarri – il mobility manager resterà solo una brillante idea destinata però a morire’.

 

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