UN ANNO FA…

Un anno fa, le cose relative all’epidemia da coronavirus stavano precipitando rapidamente: il 21 febbraio ci furono i primi focolai a Codogno e Vo’, che il 22 vennero dichiarate zona rossa, il 23 furono chiuse le scuole in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia. Il 9 marzo sarebbe iniziato il lockdown nazionale, e quelli furono i giorni in cui l’eccezionalità e la gravità di quello che stava succedendo iniziarono a travolgerci, e a metterci in cerca di informazioni, chiarezza, pareri, aggiornamenti. Al Post si cercava di capire e si cercava di spiegare quello che si sapeva e quello che non si sapeva. Il 24 febbraio nella chat su cui si svolge la gran parte delle conversazioni della redazione comparve questo scambio.



La newsletter che state leggendo iniziò così, e fu probabilmente la prima newsletter dedicata agli aggiornamenti sul coronavirus nell’informazione occidentale: solo per una sfortunata ragione, ovvero che, dopo la Cina, l’Italia fu il paese più immediatamente e tragicamente protagonista di quello che stava succedendo. Che fosse un’idea opportuna lo confermarono le decine di migliaia di persone – voi – che si iscrissero per riceverla da subito e nei giorni successivi. E da cui il Post ha ricevuto abbastanza attestati di apprezzamento e gratitudine da compensare ampiamente tutto il lavoro fatto durante questo sventurato anno.

Molti di voi però – assidui lettori del Post, nuovi lettori del Post – hanno compreso in questo anno anche le necessità di sostenere questo lavoro e partecipare a questo progetto di accuratezza, di chiarezza, di spiegazione delle cose. Di servizio pubblico. Aperto a tutti e gratuito, ma prodotto grazie agli abbonati del Post che lo sostengono. A loro va la nostra, di gratitudine.

Con tutti gli altri tra voi c’è la complicità e la solidarietà di avere passato quest’anno insieme, e di avere condiviso preoccupazioni e necessità di capire. Oggi, dopo un anno, vi scriviamo per invitare anche voi – se potete, se volete – ad abbonarvi al Post e fare parte di questa intenzione di rendere più completa, accurata e affidabile l’informazione giornalistica.   Abbonati al Post
Se non l’avete fatto finora, dopo un anno che leggete la newsletter, avrete le vostre buone ragioni: e va bene così. La cosa più importante che si ottiene abbonandosi al Post, infatti, è proprio permettere al più ampio numero possibile di persone di trovare gratis informazioni affidabili e utili a capire quello che succede, come quelle di questa newsletter, che senza gli abbonati del Post non sarebbe esistita. Senza contare che questo è stato per tanti un anno complicato anche sul piano economico: lo sappiamo bene, e in diversi ce lo hanno raccontato.

Per rispondere, con l’occasione di quest’anno passato insieme, abbiamo pensato di proporre – ai destinatari della newsletter sul coronavirus che lo preferiscano – la possibilità di sottoscrivere un abbonamento annuale al Post contribuendo con 50 euro invece che 80: proposta che vale per una settimana e varrà per il primo anno di abbonamento. Chi preferisce partecipare così (e ottenere comunque tutto quello che ottengono gli abbonati al Post) può farlo in completa libertà, e per le ragioni che ritiene: basta inserire il codice abbonatialpost nel campo dedicato al codice sconto.   Abbonati al Post   E grazie comunque a tutti, col solito augurio di smettere di sentirci più presto possibile. Ciao.  
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