Un progetto della Pro loco di Caserta che propone alle scuole di Caserta un percorso conoscitivo che le porterà ad approfondire i valori della cristianità ed i significati del Natale

Il presepe e gli animali

La Pro loco di Caserta sta promuovendo agli studenti delle scuole casertane un evento singolare per il Natale; “Il Presepe e gli animali” è il suo titolo, che intende approfondire in una nuova visione prospettica il simbolo chiave della cristianità.
La manifestazione, ideata dal suo Presidente Carlo Roberto Sciascia ed organizzata dalla socia Ottavia Patrizia Santo, offre agli studenti di molte scuole di Caserta un percorso conoscitivo, che li porterà ad esaminare significati e simboli degli animali che fanno da cornice alla capanna della natività. In questi incontri essi saranno stimolati a riscoprire quei valori cristiani ed i contenuti del Natale, che paiono quasi svaniti nel vortice della vita attuale, tutta dedita all’arrivismo socio politico economico ed al consumismo sfrenato.
La prima tappa di questo tour, che ha preso il via dall’aula magna dell’I.S.I.S.S. “Enrico Mattei” di Caserta dove è stato presentato l’evento, ha permesso di analizzare l’argomento in alcuni dei suoi aspetti. Dopo i saluti del Preside Roberto Papa, a cui è seguita la presentazione del progetto da parte dell’ing. Carlo Roberto Sciascia nella quale si è parlato del presepe e degli animali, oltre che di una delle feste più importanti della nostra religione, l’artista Paola Paesano ha avuto il compito di mostrare praticamente come si realizzano gli stessi animali. A moderare gli interventi è stata la giornalista Giovanna Paolino.
L’evento proseguirà sabato 3 dicembre con gli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale “Francesco Giordani” nell’Aula magna con l’intervento della Dirigente scolastica prof. Antonietta Serpico e del Direttore della fisorchestra liberina M° Pasquale De Marco; la manifestazione sarà incentrata sul workshop dell’artista Paola Paesano e sulla sua abilità di riprodurre <con un’anima> gli animali. Moderatrice sarà ancora la giornalista Giovanna Paolino. Al termine sarà offerto un buffet di mozzarelle di bufala del Caseificio “Casaro del re”, via Santa Maria Capua Vetere – Capua. E’ da sottolineare che degli animali nel presepe si occuperà l’artista Paola Paesano, medico veterinario dirigente della ASL Caserta, esperta nel riprodurli non solo nelle forme, ma anche negli atteggiamenti.
Venerdì 16 dicembre alla presenza della Dirigente scolastica prof. Antonietta Tarantino con quelli dell’Istituto Alberghiero di Caserta, che proporranno la realizzazione di animali mediante cristalli di zucchero; in data da decidere sono ancora gli incontri con gli studenti del Liceo classico “Pietro Giannone” nell’Aula magna con l’intervento della Dirigente scolastica prof. Marina Campanile, con gli studenti del Liceo “Alessandro Manzoni” con l’intervento della Dirigente scolastica prof. e gli altri nelle scuole del casertano che si stanno prenotando. Le conferenze sulla storia della tradizione del presepe, in modo particolare di quello napoletano, sugli animali presenti e sulla loro simbologia ed i works shops si chiuderanno nel mese di gennaio del 2017 con manifestazioni.
In questi incontri l’attenzione sarà rivolta agli animali del presepe ed al simbolismo ad essi legato oltre che alle loro peculiarità; in tal modo tutti riscoperta quegli antichi valori cristiani che parlano di pace, di perdono e di riconciliazione in un periodo storico in cui prevale l’arrivismo socio politico economico ed il consumismo più spietato. Inoltre, le ininterrotte< invasioni> di uomini, provenienti da paesi martoriati da guerre e carestia, spingono ancora di più ad affermare questi valori, che sono alla base della nostra civiltà e che non vanno certamente persi.
Da quando nel 1223 San Francesco d’Assisi realizzò la prima rappresentazione della Natività (dopo aver ottenuto l’autorizzazione da papa Onorio III), tutta la cristianità perpetua questa bella tradizione. Greccio, piccola cittadina della provincia di Rieti, fu scelta da San Francesco quando, tornato nel 1220 dal Medio oriente dove era rimasto colpito dalla bellezza e spiritualità di Betlemme, volle rievocare la scena della Natività in un luogo, che trovava tanto simile alla città natale di Gesù.
Il termine deriva dal latino praesaepe, cioè mangiatoia, ma anche recinto chiuso dove venivano custoditi ovini e caprini; il termine è composto da prae (innanzi) e saepes (recinto), ovvero luogo che ha davanti un recinto. Un’altra ipotesi fa nascere il termine da praesepire cioè recingere.
Nel presepe tradizionale si sviluppa la complessa composizione plastica della Natività di Gesù Cristo, nella quale sono presenti tutti i personaggi e i luoghi storici di quei tempi: la grotta o la capanna, la mangiatoia, ove sono posti i due sposi Giuseppe e Maria e, a partire dalla mezzanotte tra il 24 ed il 25 dicembre, Gesù bambino, poi il bue, l’asinello e gli angeli del Gloria in excelsis Deo con pastori, pecorelle ed agnelli e, all’epifania, i Re Magi con i loro doni. Tutto con lo sfondo del cielo stellato ed uno scenario paesaggistico ricco di artigiani intenti al loro lavoro, di scene di vita quotidiana e, nel presepe tipicamente napoletano, di personaggi assurti alla notorietà.
Le prime fonti per la raffigurazione del presepe sono i 180 versetti dei Vangeli di Matteo e di Luca (soprannominati “dell’infanzia”), che riportano la nascita di Gesù avvenuta al tempo di re Erode, a Betlemme di Giuda, piccola borgata ma sin da allora nobile perché aveva dato i natali a re David. Molti elementi del presepe, però, derivano dai Vangeli apocrifi e da altre tradizioni, come il protovangelo di Giacomo.
Vi è oggi una ricchezza di elementi, accompagnati da precisi simboli: la mangiatoia, l’adorazione dei pastori e la presenza di angeli nel cielo. Altri elementi appartengono ad una iconografia propria dell’arte sacra, quale il manto di Maria di colore azzurro (simboleggiante il cielo), il manto dai toni dimessi di San Giuseppe (a rappresentare l’umiltà).
Il bue e l’asinello (simboli derivanti dal protovangelo di Giacomo e da un’antica profezia di Isaia) hanno in sé un preciso significato: il bue ha riconosciuto il suo proprietario e l’asino la greppia del suo padrone. In seguito, l’immagine dei due animali divenne pian piano simbolo degli ebrei (rappresentati dal bue) e dei pagani (rappresentati dall’asino).
I re Magi sono tre, come i doni da loro offerti indicati da un decreto papale di Leone I Magno, in quanto il loro numero oscillava fra due e dodici). I tre sacerdoti persiani (Melkon, Gaspar e Balthsar) simboleggiano i tre continenti allora conosciuti: il persiano recante in dono oro (potenza), l’arabo meridionale recante l’incenso (spiritualità) e l’etiope recante la mirra (salute).
Molto nota nel mondo è la via San Gregorio Armeno, strada del centro storico di Napoli celebre per le botteghe artigiane di presepi, dove a fianco dei personaggi e i luoghi storici di quei tempi, sono in bella vista nel presepe tipicamente napoletano, personaggi contemporanei, assurti alla notorietà. (C.R.S.)

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