Una vaccinazione, due dosi diverse – Sul Coronavirus, dal Post

Ciao, per questo primo giovedì di newsletter. Grazie a chi ci ha cercato nei giorni scorsi pensando fosse andato qualcosa storto o che ci fossimo dimenticati di scrivere. Come vi avevamo raccontato l’ultima volta, da oggi vi faremo compagnia una volta alla settimana di giovedì, appunto. E ora, iniziamo.

Nelle prossime settimane circa un milione di persone sotto ai 60 anni (probabilmente anche qualche iscritto a questa newsletter) cui era stato somministrato il vaccino contro il coronavirus di AstraZeneca riceveranno come seconda dose un vaccino a mRNA (Pfizer-BioNTech o Moderna), in seguito alla decisione del ministero della Salute di non utilizzare più il vaccino di AstraZeneca per i più giovani.

La decisione, che vi avevamo illustrato nell’ultima newsletter, ha fatto discutere perché, se da un lato deriva dalla scelta di procedere con un «principio di massima cautela» contro rarissimi effetti avversi, dall’altra implica mettere in pratica un protocollo diverso da quelli finora autorizzati dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA), sulla base dei test clinici svolti lo scorso anno. 

Ma la vaccinazione “mista” (eterologa) è ugualmente sicura ed efficace? Visto che tra interviste a virologi, epidemiologi, medici, immunologi ed ex calciatori negli ultimi giorni è circolato di tutto, soprattutto sui giornali e nelle trasmissioni televisive, con dichiarazioni spesso fuorvianti se non completamente prive di fondamento scientifico, può essere utile fare un po’ di ordine.

Un vaccino induce una reazione del sistema immunitario contro una minaccia (come un virus o un batterio) senza incontrarla direttamente con i rischi che ne conseguono, e facendo in modo che ne serbi poi il ricordo. Il vaccino di AstraZeneca lo fa utilizzando un adenovirus di scimpanzé (vettore virale) reso innocuo e modificato per fargli trasportare nelle nostre cellule le istruzioni per produrre una proteina tipica del coronavirus, in modo che il nostro sistema immunitario impari a riconoscerla e a contrastarla. I vaccini a mRNA fanno qualcosa di simile, ma trasportano direttamente le istruzioni nelle cellule, senza farsi dare un passaggio da un adenovirus.

Dopo la prima dose si ha in genere una buona risposta immunitaria, ma come per altri vaccini i ricercatori hanno notato che una seconda somministrazione dopo un certo periodo di tempo fa ottenere una migliore efficacia del vaccino, perché induce il sistema immunitario a potenziare la risposta e la memoria immunitaria. 

Le due dosi del vaccino di AstraZeneca che si ricevono a distanza di 10-12 settimane sono identiche tra loro, così come lo sono quelle dei vaccini a mRNA che si ricevono con un intervallo massimo di 6 settimane tra una e l’altra. La seconda dose non solo induce il sistema immunitario ad attivare gli stessi meccanismi della prima somministrazione, ma mette alla prova la sua memoria e la capacità di reagire più efficacemente. Questa seconda reazione fa sì che la risposta immunitaria sia più marcata e che duri nel tempo, anche se non sappiamo ancora per quanto.

Alcuni ricercatori si sono chiesti se variando tipologia di dose tra la prima e la seconda somministrazione, quindi compiendo una “vaccinazione eterologa” si possa ottenere un’uguale risposta immunitaria, se non superiore, rispetto alla normale vaccinazione con due dosi dello stesso vaccino. Farlo non significa “mischiare” due vaccini come forse avrete letto o sentito dire in giro in questi giorni: le dosi sono comunque distinte, quando si riceve la seconda, la prima non c’è già più da tempo. È impossibile che si mischino i loro componenti.

Secondo alcuni ricercatori, il fatto che il vaccino di AstraZeneca sia uguale tra le due somministrazioni potrebbe addirittura andare a danno della seconda dose, perché il sistema immunitario a quel punto ha più strumenti per contrastare l’adenovirus, impedendogli di trasportare nelle cellule le istruzioni per produrre la proteina del coronavirus. La seconda dose con un vaccino a mRNA ridurrebbe questo rischio, cogliendo comunque impreparato il sistema immunitario e inducendo una migliore reazione.

Combinare insieme vaccini diversi non è del resto una novità, anche se non sempre porta ai risultati sperati. Ormai da decenni i ricercatori provano a metterne insieme diversi per contrastare l’HIV inducendo una risposta immunitaria adeguata, ma i tentativi svolti finora si sono rivelati vani. Un vaccino promettente contro l’Ebola utilizza due diversi vaccini, così come ce ne sono contro lo pneumococco e la poliomielite che funzionano combinando soluzioni diverse.

In Italia si è deciso di procedere con la vaccinazione eterologa sulla base di queste conoscenze e tenendo in considerazione le ricerche pubblicate finora (poche e preliminari) su questa tecnica, che hanno segnalato risultati promettenti per quanto riguarda la sicurezza e l’efficacia. È stata una scelta molto discussa perché ha reso nuovamente centrale il modo in cui si fanno valutazioni sul rapporto tra rischi e benefici, come raccontiamo qui. Ritardi
Procedere con la vaccinazione eterologa implica che circa un milione di persone in più dovrà ricevere una seconda dose di un vaccino a mRNA, e più in generale che saranno necessarie più scorte di questi vaccini visto che potranno essere impiegate per forza per chi ha meno di 60 anni (salvo orientamenti diversi delle regioni). Il commissario per l’emergenza coronavirus, il generale Francesco Paolo Figliuolo, ha detto di essere ottimista sulla possibilità di assorbire velocemente i cambiamenti dovuti alle vaccinazioni eterologhe, senza particolari impatti sul piano vaccinale. Potrebbe però rendersi necessaria una revisione nel caso di scorte ridotte o di altri imprevisti.
  La settimana
In Italia continuano a diminuire i nuovi casi positivi al coronavirus rilevati su base settimanale, così come i ricoveri in terapia intensiva per COVID-19 e i decessi. 

Nell’ultima settimana sono stati rilevati 10.643 nuovi casi, il 27,6 per cento in meno rispetto ai sette giorni precedenti. Oltre ai contagi, sono diminuiti anche i decessi, che nell’ultima settimana sono stati 386 contro i 513 dell’ultima rilevazione. L’ultima volta che il numero dei morti settimanali era rimasto sotto la soglia di 400 era la seconda settimana di ottobre 2020. Un anno fa, nella seconda settimana di giugno 2020, furono 347. La percentuale dei posti letto in terapia intensiva occupati da malati di COVID-19 sul totale dei posti disponibili è bassa in tutte le regioni italiane. In tre regioni – Basilicata, Molise e Valle d’Aosta – non ci sono più ricoverati. Nelle ultime settimane l’età media delle persone in gravi condizioni si è abbassata perché molti anziani sono protetti grazie al vaccino.

Al momento in Italia poco più di 30 milioni di persone hanno ricevuto almeno la prima dose del vaccino contro il coronavirus, e di queste 14,6 milioni sono completamente vaccinate. Più del 51 per cento della popolazione quindi ha ricevuto almeno una dose e il 25 per cento ha completato il ciclo vaccinale. Qui trovate tutti gli altri grafici e dati, regione per regione.

Colori
Da lunedì sono in area bianca Emilia-Romagna, Lombardia, Lazio, Piemonte, Puglia e la provincia autonoma di Trento, dove per tre settimane consecutive è stata registrata un’incidenza settimanale dei contagi da coronavirus inferiore ai 50 casi per 100mila abitanti. Si sono aggiunte alle regioni che erano già “bianche”: restano in area gialla solo Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano.

Maturità
Mercoledì sono iniziati in tutta Italia gli esami di maturità per gli studenti delle scuole superiori. Come l’anno scorso, per ridurre al minimo il rischio di diffusione del coronavirus gli studenti ammessi non sostengono prove scritte, ma solamente un colloquio con una commissione interna di professori, presieduta da un esterno. La differenza più significativa rispetto all’anno scorso è il ritorno della possibilità di non ammettere all’esame gli studenti che il consiglio di classe non ritiene pronti, che nel 2020 era stata sospesa per via dei disagi causati dalla prima ondata della pandemia.

Varianti
In Italia continuiamo a cercare poco le varianti del coronavirus, attraverso le analisi (“sequenziamento”) che si svolgono successivamente a quelle realizzate sui campioni raccolti (tramite tampone) per riscontrare o meno la presenza del virus. Da tempo le autorità sanitarie segnalano l’importanza di sequenziare i test, in modo da ridurre i rischi che si sviluppino focolai dovuti a varianti più contagiose o letali.

Come si vede nel grafico qui sotto, il Regno Unito sequenzia circa dieci tamponi su cento, in Italia non arriviamo a uno ogni cento campioni raccolti. È un problema di capacità dei laboratori, ma non solo.
  Green pass
In attesa dell’attivazione del “green pass” per i viaggi nell’Unione Europea dal primo luglio, oggi il governo ha approvato un decreto che regolamenta il rilascio dei certificati in Italia: i certificati, che in seguito varranno anche come “green pass” europei, per ora permetteranno di spostarsi liberamente nelle regioni in zona arancione e rossa (nessuna, al momento), e di partecipare a feste, cerimonie ed eventi sportivi.

Le certificazioni possono essere scaricate online in diversi modi: tramite il sito web della Piattaforma nazionale-DGC (attivo dal 17 giugno); il fascicolo sanitario elettronico, l’app Immuni e a breve l’app IO (quella che serve per accedere a numerosi servizi digitali della pubblica amministrazione, come per esempio il Cashback). Qui trovate una guida.

Ristrutturare
Con l’allentamento delle misure restrittive stati aperti molti nuovi cantieri. Sono comparse gru e ponteggi un po’ ovunque, nei piccoli comuni e nelle grandi città: gran parte di questi lavori sono stati incentivati dal “superbonus 110 per cento” e dal bonus facciate, due agevolazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione che migliorano l’efficienza energetica degli immobili. Questa spinta, unita all’andamento dei prezzi in tutto il mondo, ha reso introvabili e costosi i materiali di cui non si può fare a meno in un cantiere.

A preoccupare i costruttori è soprattutto il prezzo dell’acciaio, in particolare per i tondini, le lunghe barre zigrinate che costituiscono l’armatura del cemento armato. Anche comprare altri materiali è diventato improvvisamente proibitivo: il polietilene, che in edilizia viene utilizzato principalmente come isolante, ha avuto un incremento del 110 per cento tra novembre e aprile, il rame del 29,8 per cento, il legname è passato da quattrocento a mille euro al metro cubo.

Dopo l’apertura di molti cantieri legati al superbonus è diventato difficile trovare i pannelli isolanti per le facciate, essenziali per migliorare la classe energetica dell’abitazione e ottenere l’agevolazione fiscale. Mancano anche i ponteggi e ristrutturare una casa sta diventando sempre più costoso.

Sardegna
Da mercoledì i turisti che vanno in Sardegna non sono più obbligati a registrarsi sul sito della Regione o a essere in possesso del cosiddetto “green pass”, la certificazione che dimostra lo stato di avvenuta vaccinazione contro il coronavirus o la guarigione dall’infezione o di avere fatto un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo.

Bene 
La società di biotecnologie statunitense Novavax ha comunicato che il suo vaccino sperimentale contro il coronavirus ha fatto riscontrare un’efficacia del 90 per cento nel proteggere dalla COVID-19. Il risultato deriva dalla fase 3 dei test clinici svolti negli Stati Uniti e in Messico, a cui hanno partecipato in tutto 29.960 volontari.

Meno bene
L’azienda tedesca di biotecnologie CureVac ha da poco comunicato risultati preliminari piuttosto deludenti sull’efficacia del suo atteso vaccino a mRNA contro il coronavirus. Il test clinico svolto su 40mila volontari tra Sudamerica ed Europa ha portato a stimare un’efficacia del 47 per cento, molto inferiore rispetto agli altri vaccini che utilizzano la medesima tecnologia. Il test è ancora in corso, ma secondo vari osservatori i risultati finali non saranno distanti dall’efficacia stimata finora. L’Unione Europea e altri paesi avevano riposto molte speranze nel nuovo vaccino per risolvere i problemi legati alla scarsità delle dosi disponibili, in modo da accelerare le loro campagne vaccinali.

Debito
Martedì la Commissione Europea ha raccolto 20 miliardi di euro emettendo i primi titoli di debito comunitari volti a finanziare il programma NextGenerationEU, il piano per la ripresa dell’Europa dalla pandemia. L’emissione è la prima di una serie che dovrebbe portare la Commissione a raccogliere 800 miliardi di euro (cifra che corrisponde più o meno al 5 per cento del prodotto interno lordo europeo) entro il 2026.

Di questi, 407 miliardi saranno distribuiti agli stati membri a fondo perduto e altri 386 miliardi saranno resi loro disponibili in forma di prestito. Entrambe le modalità serviranno a finanziare i piani nazionali di ripresa e resilienza presentati dagli stati, di cui cinque (quelli di Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Danimarca e Grecia) sono già stati approvati dalla Commissione, mentre l’approvazione di quello italiano è prevista per il 22 giugno.
Lo stadio “Puskás Aréna” di Budapest, in Ungheria, gremito di tifosi per la partita tra Ungheria e Portogallo di Euro 2020 giocata martedì 15 giugno: il governo ungherese non ha posto limiti per il pubblico nonostante la pandemia da coronavirus (Bernadett Szabo – Pool/Getty Images)
Merci
La scorsa settimana vi avevamo raccontato della sostanziale paralisi del porto della città cinese di Shenzhen, uno dei più trafficati e importanti al mondo, a causa di alcune misure restrittive contro la pandemia. I problemi nei porti sono comunque piuttosto generalizzati in questo periodo

Aprile, un po’ ovunque nel mondo, è stato uno dei mesi più intensi nella storia del traffico di portacontainer, con i noli marittimi dedicati (lo spazio a bordo noleggiato dallo spedizioniere, il principale profitto degli armatori) che stanno raggiungendo e superando prezzi senza precedenti. C’è inoltre una cronica mancanza di container vuoti da riempire, un fenomeno strutturale, presente da ben prima della pandemia. 

Cinque cose dal mondo
1. Da oggi in Francia non è più obbligatorio indossare la mascherina all’aperto, tranne che in alcuni momenti particolari (allo stadio e nei luoghi molto affollati, per esempio). 

2. A inizio settimana il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha chiesto ai lavoratori non essenziali di restare a casa dal lavoro fino a sabato e ha rafforzato le restrizioni per cercare di contenere la diffusione dei contagi da coronavirus. Negli ultimi giorni infatti a Mosca sono stati individuati circa la metà dei casi accertati in tutta la Russia.

3. In Inghilterra l’allentamento delle restrizioni per il coronavirus, inizialmente previsto per il 21 giugno, è stato rinviato di quattro settimane: ora è in programma per il 19 luglio. 

4. Il governo saudita ha deciso che a causa della pandemia gli stranieri non potranno partecipare al pellegrinaggio annuale verso la Mecca.

5. Martedì il dittatore nordcoreano Kim Jong-un ha fatto un appello insolito e preoccupante al Comitato centrale, l’organo più importante del Partito dei Lavoratori di cui è segretario: avere come priorità principale quella di risolvere il problema della scarsità di cibo nel paese provocata dalla scarsa produzione agricola e dal blocco delle importazioni a causa della pandemia da coronavirus.

Olimpiadi
A circa un mese e mezzo dalla cerimonia d’inaugurazione dei Giochi olimpici estivi a Tokyo, in Giappone, c’è ancora molta incertezza attorno all’evento: da mesi nel paese è in corso un’ondata piuttosto grave di contagi da coronavirus, ma nonostante l’opposizione generalizzata il governo guidato dal primo ministro Yoshihide Suga non ha intenzione né di cancellare né di rimandare i Giochi olimpici, sulla cui buona riuscita si sta giocando gran parte della sua autorevolezza e dei suoi consensi.
Le Olimpiadi sono in programma dal 23 luglio all’8 agosto, dopo che a marzo dello scorso anno erano state rinviate a causa della pandemia da coronavirus.

Pesaro
Il prossimo fine settimana – tra venerdì 18 giugno e domenica 20 – organizziamo Talk a Pesaro, la serie di incontri pubblici del Post dedicata a parlare degli argomenti dell’attualità e a vedersi dal vivo con voi! Talk si terrà in Piazza del Popolo, all’aperto, e nello spazio invece coperto del Centro Pescheria. Il programma completo è qui insieme alle istruzioni per prenotarsi. Se venite a trovarci siamo contenti.

Bonus
13 libri consigliati dalla redazione del Post, per l’estate, e non sono tutti libri “da ombrellone”, promesso.

Giovedì
Ve lo avevamo già detto che d’ora in poi ci trovate nella posta in arrivo al giovedì? Sì, eh? Allora non ve lo ripetiamo. Ciao, ci sentiamo giovedì (ops!).

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