Un’epica battaglia – Sul Coronavirus, dal Post

Oltre 400mila dosi del vaccino di Pfizer-BioNTech sono state somministrate finora in Italia, con una buona media di nuovi vaccinati al giorno, tra le più alte in Europa. In questa fase la campagna vaccinale interessa gli operatori sanitari e gli ospiti delle case di cura, quindi una quantità relativamente contenuta di persone e facile da gestire. Le cose si complicheranno con l’avvio della campagna vaccinale di massa, per la quale serviranno molte più risorse e strutture per mantenere un buon ritmo di vaccinazioni. 

Nei prossimi mesi milioni di persone riceveranno il vaccino di Pfizer-BioNTech, compresi molti di voi. È arrivato il momento di capire che cosa fa, questo vaccino.

Partiamo dal nome, che viene citato raramente. Quello non commerciale, legato al principio attivo, è Tozinameran, mentre quello commerciale è Comirnaty. C’è anche un codice che lo identifica: BNT162b2.

Il vaccino è basato sull’RNA messaggero (mRNA), la molecola che si occupa di codificare e portare le istruzioni per produrre le proteine. L’idea è di sfruttarlo per indurre le cellule del nostro organismo a produrre proteine specifiche del coronavirus, che poi il sistema immunitario impara a riconoscere e a fermare. In questo modo se si entra poi in contatto con il virus vero e proprio, il nostro organismo sa già in che modo organizzare un’efficace risposta immunitaria.

Versione stilizzata del coronavirus, sulla sua superficie sono evidenti le punte contenenti le proteine che riescono a legarsi alle cellule del nostro organismo; la linea nera mostra il materiale genetico (RNA) che il coronavirus inietta poi nella cellula per replicarsi (Wikimedia)

Come vi abbiamo raccontato altre volte, il coronavirus SARS-CoV-2 utilizza alcune proteine presenti nelle punte che si trovano sul suo involucro esterno per eludere i sistemi di controllo delle cellule del nostro organismo. Queste proteine si legano alla membrana cellulare e riescono a superarne le difese, consentendo al virus di iniettare il proprio materiale genetico (RNA) e di indurre poi la cellula a produrre nuove copie del coronavirus, che a loro volta potranno legarsi ad altre cellule portando avanti l’infezione.

Il problema dell’mRNA è che deperisce molto facilmente. Per questo i ricercatori hanno sviluppato un sistema per proteggere la molecola, inserendola in minuscole bolle oleose (costituite da nanoparticelle lipidiche), che complicano il lavoro degli enzimi che si attivano per distruggere le sostanze estranee. Le molecole di mRNA sono comunque molto fragili e per questo il vaccino deve essere conservato a -70° C.

Quando si riceve una dose del vaccino, questo entra in contatto con le cellule e rilascia l’mRNA, che contiene le istruzioni per costruire le proteine che si trovano sulle punte del coronavirus, senza che si producano le altre parti più pericolose del virus. Le cellule seguono le istruzioni, producono le proteine e distruggono poi l’mRNA, del quale non restano tracce. A questo punto entra in scena il sistema immunitario, per diverse vie.

Nel caso di una cellula morta al termine del proprio ciclo vitale, per esempio, rimangono i suoi frammenti, che vengono smaltiti da altre cellule specializzate nel fare pulizia. In questa fase, le proteine fatte produrre dal vaccino possono entrare in contatto con una APC (cellula presentante l’antigene), un tipo di cellula del sistema immunitario che mostra sulla propria superficie particolari corpi estranei (antigeni), per metterne in evidenza la presenza. Lo spettacolo non passa inosservato ai linfociti T helper, cellule il cui compito è fare da vedetta e allertare altre cellule del sistema immunitario, quando notano qualcosa che non quadra. 

Un’altra via passa per ulteriori cellule immunitarie, i linfociti B, che possono finire casualmente in contatto con le cellule che hanno seguito le istruzioni del vaccino, e hanno prodotto proteine del coronavirus che ora si trovano in bella mostra sulla loro membrana cellulare. I linfociti B, sospettosi come sono, si legano a queste strane proteine, ma non sanno bene che cosa fare. Lo capiscono quando incrociano un linfocita T helper, che ha già mangiato la foglia e sta dando l’allarme. A questo punto i linfociti B iniziano a moltiplicarsi e a produrre anticorpi per contrastare la proteina.

Il nostro organismo è piuttosto abile nel produrre velocemente enormi quantità di anticorpi, che finiscono in circolazione nel nostro organismo. Se in seguito entrano in contatto con il coronavirus vero e proprio, offrono al nostro sistema immunitario uno strumento formidabile per riconoscere la proteina sulle pericolose punte del virus. Gli anticorpi si legano proprio a queste per impedire che entrino in contatto con le membrane delle cellule e che ne eludano le difese. 

I linfociti T helper sono tipi svegli e danno l’allarme anche a un altro tipo di cellula immunitaria, i linfociti T citotossici, attivandoli per fare in modo che distruggano qualsiasi cellula che mostri di avere la proteina del coronavirus sulla propria superficie, indice dell’essere stata infettata.

Il racconto di questa epica battaglia è solo un pezzetto, molto semplificato, di una storia più grande e articolata che coinvolge numerosi altri meccanismi del nostro sistema immunitario, alcuni dei quali ancora misteriosi nonostante siano studiati da decenni dai ricercatori. Ma ciò che conta davvero è che il vaccino sia sicuro ed efficace, come hanno dimostrato i test clinici svolti su decine di migliaia di volontari e i primi milioni di somministrazioni in giro per il mondo.

Autorizzato
Anche il vaccino contro il coronavirus dell’azienda statunitense di biotecnologie Moderna utilizza l’mRNA per stimolare il sistema immunitario. Mercoledì 6 gennaio, la Commissione Europea ne ha infine autorizzato l’impiego nell’Unione Europea. Nell’ambito delle trattative commerciali condotte a nome degli stati membri, la Commissione ha prenotato 180 milioni di dosi da Moderna, contro gli oltre 300 milioni di dosi richiesti a Pfizer-BioNTech cui oggi si è aggiunto un ulteriore ordine da 200 milioni di dosi, con un’opzione per averne altri 100 milioni. La capacità di produzione di Moderna è del resto ancora limitata, ma l’azienda sostiene di poterla potenziare sensibilmente nel corso di quest’anno.

La settimana
Occorrerà ancora qualche giorno prima che diventino visibili gli eventuali effetti delle feste natalizie nell’andamento dei contagi. Nell’ultima settimana in Italia sono stati rilevati 113.195 nuovi casi positivi, il 16 per cento in più rispetto ai sette giorni precedenti. È la prima volta da metà novembre che i contagi tornano ad aumentare, in una fase in cui la quantità di test molecolari eseguiti è circa la metà rispetto a quella di allora.

I decessi sono stati 3.132, il 4 per cento in meno rispetto alla settimana precedente; una diminuzione più contenuta rispetto a quelle registrate nelle due settimane precedenti. I dati sulla percentuale di saturazione delle terapie intensive sono perlopiù lontani dai momenti peggiori della seconda ondata, ma se a fine dicembre il dato calava un po’ ovunque, in molte regioni ora rimane piuttosto stabile, e anzi cresce sensibilmente in particolare in Puglia, nelle Marche, in Sicilia e nella provincia di Trento, che continua ad avere la maggiore saturazione.

Le uniche regioni che hanno registrato meno casi questa settimana rispetto alla precedente sono Calabria, Umbria e Veneto, che però continua ad averne più di ogni altra regione se rapportati alla popolazione. In Sicilia (+56 per cento), Basilicata (+44 per cento) e Molise (+38 per cento) sono stati registrati gli aumenti maggiori nei contagi rilevati.

Qui trovate tutti gli altri dati.

Mappa
A proposito di dati, qui trovate una mappa che indica l’andamento delle vaccinazioni in Italia: si aggiorna a ogni nuova comunicazione dei dati ufficiali: potete salvarla nei preferiti del vostro browser, per esempio per scoprire come stanno andando le cose nella vostra regione giorno dopo giorno.

FAQ
Il governo ha pubblicato le risposte alle domande più frequenti (FAQ) per il decreto legge del 5 gennaio 2021, che stabilisce le nuove misure restrittive in vigore in tutta Italia dal 7 al 15 gennaio. Anche per alcuni provvedimenti già noti, come la divisione delle regioni in tre aree di rischio (gialla, arancione e rossa), sono cambiate alcune cose. Per esempio, come ieri, anche oggi è prevista la “zona gialla” in tutta Italia, ma con restrizioni maggiori rispetto alla zona gialla già conosciuta: la più consistente è il fatto che non ci si può spostare tra regioni o province autonome.

Colori
Questo fine settimana sarà arancione per tutti, poi si tornerà alle valutazioni per le singole regioni. Oggi il ministero della Salute ha comunicato che saranno arancioni Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto. 

Moratti
Oggi il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha presentato la sostituzione di diversi assessori, dopo un lungo e combattuto confronto interno tra i partiti della maggioranza. La novità più rilevante, anticipata nei giorni scorsi, è quella che riguarda l’assessorato al Welfare, dove Giulio Gallera è stato sostituito dall’ex sindaca ed ex ministra Letizia Moratti. Gallera nei mesi scorsi aveva ricevuto numerose critiche per la gestione dell’emergenza sanitaria in Lombardia, la regione più interessata dalla pandemia.
Intanto, sempre in Lombardia la riapertura delle scuole superiori è stata rinviata al 25 gennaio.

Quattro cose dal mondo
🇨🇳 A Shijiazhuang, la capitale della provincia cinese dello Hebei, sono state applicate nuove restrizioni dopo l’accertamento di oltre 200 contagi negli ultimi 5 giorni.
🇦🇺 La città australiana di Brisbane rimarrà in lockdown per tre giorni per la scoperta di un caso della nuova variante di coronavirus.
🇩🇪 La Germania ha esteso il lockdown fino al 31 gennaio, introducendo limitazioni più drastiche.
🇮🇪 L’Irlanda ha introdotto nuove restrizioni per contenere il coronavirus.

-..più una
Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha detto che l’epidemia da coronavirus in città è “fuori controllo”. Nell’ultima settimana sono stati rilevati 1.036 contagi ogni 100mila persone (in tutta Italia sono stati meno di 200), ci sono preoccupazioni per la cosiddetta “variante inglese» del virus e per la grande pressione cui sono sottoposti gli ospedali. Da mercoledì in Inghilterra è stato introdotto un nuovo lockdown. Khan ha detto che bisogna «intervenire immediatamente» e che in città una persona su 30 ha contratto il coronavirus, ha poi aggiunto che se non si prenderanno subito provvedimenti il sistema sanitario nazionale (NHS) «potrebbe essere travolto e moriranno ancora più persone».
A health worker, left, wearing protective suit performs exercise with COVID-19 patients at at Patriot Candrabhaga stadium which is recently turned into isolation center for people showing symptoms of the disease amid the coronavirus outbreak in Bekasi on the outskirts of Jakarta, Indonesia, ,Wednesday, Jan. 6, 2021.(AP Photo/Achmad Ibrahim)

Doomscrolling
È probabile che, almeno per certi momenti, nel 2020 abbiate fatto doomscrolling, e ora molti di voi si staranno giustamente chiedendo di che cosa si tratti.
Da alcuni mesi doomscrolling viene usato sui social network e sui giornali statunitensi per indicare lo scorrere online una dietro l’altra notizie drammatiche, deprimenti e tristi, sullo smartphone o sul computer. Una pratica che esiste ovviamente da tempo – e che ormai caratterizza certe professioni, come quella dei giornalisti – ma che nel 2020 è diventata molto più comune e diffusa: perché la pandemia da coronavirus ha fatto traboccare brutte notizie da tutte le parti e ha ridotto drasticamente le attività che prima funzionavano da distrazioni, dallo sport alle uscite in compagnia, rendendoci tendenzialmente più incollati agli schermi. È un fenomeno ancora relativamente nuovo, ma vari esperti hanno già segnalato come – prevedibilmente – il doomscrolling sia deleterio per il benessere mentale. Chi l’avrebbe mai detto.

Noi speriamo di non avere contribuito al fenomeno, anche perché al vostro benessere mentale ci teniamo parecchio. Vi lasciamo con le 25 cose più lette sul Post nel 2020, se siete alla ricerca di qualche spunto per le vostre letture nel fine settimana. A martedì, ciao!

0 Comments

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *