Vangelo di domenica 14 Giugno 2020

Corpo di Dio: corpo dell’umanità.
Vangelo di Giovanni 6, 5-58

Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo. Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti. Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno». Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: «Sono disceso dal cielo»?». Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Festa del Corpus Domini, dell’Eucarestia onorata e portata in processione, con il continuo pericolo e purtroppo tante evidenze nella storia di considerarla “oggetto” misterioso, sacro, separato, intoccabile da tutti fuorché dagli uomini del sacro, ministri di culto. Fra l’altro, anche per questi persistono particolari modalità per stringere fra le mani l’ostensorio, ombrelli e baldacchini per proteggerlo. Incredibile davvero se si guarda Gesù di Nazaret in mezzo alla gente di cui tocca i corpi e si lascia toccare, anche da una donna prostituta che gli cosparge i piedi di profumo e glieli asciuga con i suoi lunghi capelli. Tutt’altro della sacralità e della separatezza la provocazione del Vangelo di questa domenica (Giovanni 6, 5-58) che ci racconta di pani e pesci condivisi, partendo da cinque pagnotte d’orzo e due pesci che un ragazzo ha portato con sé e ora mette a disposizione e così, con la presenza di Gesù, rende possibile il segno della condivisione tra tante persone. Il corpo di Gesù di Nazaret vive in relazione, a contatto diretto con i copri di tante persone: ammalate, sofferenti nella mente e nel cuore, comunica attenzione, vicinanza, cura, incoraggiamento. Per questo modo di essere e di vivere, per decisione degli uomini del potere religioso e politico il suo corpo viene colpito e torturato, il suo sangue versato. Prima nella celebrazione della cena con i suoi discepoli si è donato nel pane e nel vino perché partecipando a questo segno diventiamo capaci di donazione. Il suo corpo continuerà ad esprimere amore, vivente oltre la morte, con le ferite rimarginate. La riflessione sulla Presenza di Gesù nell’Eucarestia riscontra nella storia esempi luminosi e smentite clamorose e dolorose. Sul Carso durante la prima grande tragedia mondiale le truppe nemiche italiane e austriache prima di uscire dalle trincee celebravano la Messa, facevano la comunione, pregavano per conseguire la vittoria, con l’uccisione di tanti nemici. L’Eucarestia, presenza di Colui che ha dato la sua vita per creare comunione fra le persone è stata usata strumentalmente in modo inaccettabile per il suo contrario. Durante la dittatura di Franco in Spagna c’è stato un documentato uso continuo delle celebrazioni religiose, in particolari del Corpus Domini per legittimare il regime oppressore del popolo. E quanti altri poteri oppressivi hanno strumentalizzato l’Eucarestia! Al contrario i primi cristiani celebravano l’eucarestia e come conseguenza si rifiutavano di entrare nell’esercito dell’impero romano e pagavano per questo con la loro vita. Il vescovo martire Romero ad Aquilares, grosso centro agricolo, passò con l’Eucarestia fra le mani in mezzo ad una fitta schiera di uomini armati e con il popolo che guardava con trepidazione entrò nella chiesa che nei giorni precedenti quegli uomini armati avevano distrutto, profanando anche l’Eucarestia. Per il popolo un segno di vicinanza, sostegno, incoraggiamento nell’impegno per la giustizia. Don Luigi Ciotti ha portato come altare nella chiesa di Avigliana nei pressi di Torino, già monastero e oggi luogo di ritiro, incontri e riflessioni, il tavolo della cucina di una casa dii accoglienza per ammalati di Aids, Attorno ad esso tanti giovani si erano sedurti per condividere le loro storie, diversi erano morti. Alcuni esempi fra altri possibili. L’Eucarestia o è per la vita o non è.

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