Vangelo di domenica 21 Febbraio 2021

LE TENTAZIONI: POTERE, AVERE, USO STRUMENTALE DI DIO
Vangelo di Marco 1, 12-13

Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto; e nel deserto rimase per quaranta giorni, tentato da Satana.

Stava tra le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.

Il Vangelo di questa domenica (Marco 1,12-13) ci narra in modo riassuntivo che Gesù è rimasto quaranta giorni nel deserto, ha vissuto fra le bestie selvatiche con gli angeli che si sono presi cura di lui, che in questo tempo Satana lo ha assalito con le sue tentazioni. Sono invece ampie e circostanziate le descrizioni nei Vangeli di Matteo e Luca e ripropongono le grandi e gravi questioni di sempre: il potere, l’avere e l’uso strumentale di Dio. Si collocano nel rapporto fra gli ideali, le convinzioni portanti della nostra vita e il coraggio della fedeltà per attuarli o invece il venir meno e tradirli per vantaggi personali, economici, di prestigio e potere, anche con la ricerca della legittimazione religiosa.
In questi processi e poi decisioni viene sempre coinvolta la dimensione fondamentale della libertà che è costitutiva della nostra vita: liberi da che cosa è da chi, liberi per che cosa e per chi e con quale grado di responsabilità?
La libertà trova verità e consistenza nella solidarietà perché senza fratellanza è una parola vuota, espressione di egocentrismo e narcisismo.
Gesù di Nazaret ha verificato la sua scelta consapevole di libertà di fronte alla suggestione di trasformare le pietre in pane: così avrebbe potuto sfamarsi dopo il lungo digiuno nel deserto e con questo segno straordinario suscitare il seguito entusiasta delle folle, la loro dipendenza priva di qualsiasi ricerca, riflessione e decisione responsabile. E’ la tentazione di sempre di suscitare consenso, adesione e seguito con le proprie facoltà e capacità senza preoccuparsi per nulla della crescita di coscienze autonome, libere, responsabili.
Gesù ha ancora verificato la sua scelta di piena libertà di fronte alla promessa di rientrare in possesso di denaro, proprietà, altre possibilità al prezzo di inginocchiarsi di fronte a chi promette di concederli e così assoggetta le persone, le rende dipendenti e ricattabili, uccide il loro animo e la loro coscienza. Si pensi alla mentalità e alle pratiche mafiose, alle zone grigie delle complicità, ai rapporti con il potere politico compromesso, alla corruzione e all’evasione; anche a tutte quelle situazioni che sembrano più piccole, ma in realtà coinvolgono nell’incoerenza per qualche vantaggio, favore, compromesso… Per partecipare a questo stretto rapporto fra potere e avere che si alimentano reciprocamente con ricatto sulle persone “si vende l’anima al diavolo” come recita in modo significativo un detto popolare.
Gesù ha ancora verificato la sua scelta di piena libertà, di fiducia e affidamento a Dio con il rifiuto di invocarlo per trarne un beneficio protettivo. Dio si cerca, si prega, a Lui ci si affida ma non si utilizza nè strumentalizza. Gesù è Colui che ha vissuto totalmente per gli altri con la libertà e responsabilità profonde che continua ad insegnarci.
Nelle pagine conosciute de “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij il grande inquisitore mette in carcere Gesù che è tornato per le strade di questo mondo. Gli dice che le persone non reggono alla libertà da lui proposta e che quindi è inutile riproporla; preferiscono infatti l’ubbidienza, il consenso, il conformismo, la dipendenza per i loro vantaggi da qualsiasi autorità anche religiosa. Il rischio della libertà di decidere fa loro paura. In realtà la libertà di coscienza e di pensiero, di scelta e di azione attribuisce Il senso profondo alle nostre vite. Certo chiede riflessione, coraggio, responsabilità nella vita personale, nella società, nella politica e nella Chiesa.

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