Vangelo di Domenica 7 Maggio 2017

SEGUIRE IL BUON PASTORE
PER DIVENTARE CREDIBILI
Vangelo di Giovanni 10,1-10

Gesù disse: ‘Io vi assicuro che se uno entra nel recinto delle pecore senza passare dalla porta, ma si arrampica da qualche altra parte, è un ladro e un bandito. Invece, chi entra dalla porta è il pastore. A lui il guardiano apre, e le pecore ascoltano la sua voce; egli le chiama per nome e le porta fuori. E dopo averle spinte fuori tutte, cammina davanti a loro. E le sue pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Un estraneo, invece, non lo seguono, anzi fuggono da lui, perché non conoscono la voce degli estranei’.
Gesù disse questa parabola, ma quelli che ascoltavano non capirono ciò che egli voleva dire. Gesù riprese a parlare. Disse: ‘Io sono la porta per le pecore. Ve l’assicuro. Tutti quelli che sono venuti prima di me sono ladri e banditi; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: chi entra attraverso me sarà salvo. Potrà entrare e uscire e trovare cibo. Il ladro viene soltanto per rubare, uccidere o distruggere. Io invece sono venuto perché abbiano la vita, una vita vera e completa.

 

Spesso ci si ripete che il momento storico attuale è di particolare complessità per diverse questioni decisive aperte, per la persistenza di tragedie quali l’impoverimento e la fame, le violenze e le guerre, le diverse forme di terrorismo di singoli, di gruppi, di stati, perfino l’esaltazione delle armi; l’ostilità, l’avversione, il rifiuto dell’altro con le sue diversità in particolare di chi arriva fra noi da numerosi luoghi del Pianeta; la permanenza di azioni di padronanza di usurpazione della Madre Terra e dei diversi ecosistemi che formano l’unico immenso ecosistema la cui vita è decisa dall’interdipendenza di tutto e tutti.
E perdura anche la scarsa attenzione alla cura dell’anima, della profondità dell’essere. È ancora evidente la crisi profonda di contenuti e di rappresentanza della politica; si constata la mancanza di un progetto di umanità, di libertà, giustizia, uguaglianza, fraternità e pace che possa riunire le tante, significative esperienze positive diffuse.
Si avverte la mancanza di riferimenti significativi, di leader culturali, etici, politici, religiosi, con l’eccezione di papa Francesco unica voce sul pianeta a chiamare “le cose” con il loro nome con verità nella denuncia, provocazione alla compassione e alla cura verso gli altri, a partire dai più fragili e più deboli.
Il Vangelo di questa domenica (Giovanni 10,1-10) con l’immagine del “buon pastore” ci presenta Gesù come esempio da seguire.
Le sue qualità positive ed esemplari derivano dalla sua condivisione della vita delle pecore; le conosce, le chiama per nome ed esse lo seguono… .
La sua è una presenza totalmente diversa da quella del mercenario che non prende a cuore la vita delle pecore. Il pastore buono è così profondamente coinvolto da essere disponibile a dare la sua vita per loro, mentre il mercenario, interessato solo al guadagno, scappa alla prima percezione di pericolo. Questa esemplarità può diventare luce, orientamento, verifica, sostegno per noi come genitori, insegnanti, preti, animatori culturali, impegnati nel volontariato, nei compiti istituzionali e organizzativi, nella politica. Ci sono dunque alcune esperienze per tutti decisive, irrinunciabili: essere presenti, dediti, coinvolti, ascoltare, partecipare, condividere per poter esprimere parole di contenuto e significato. Altrimenti quale sarebbe il senso delle nostre parole se non comunicano esperienze di vita condivise? E gli insegnamenti con quale credibilità possono essere recepiti se le persone di riferimento e guida non sono credibili? Due esempi in particolare. Nella Chiesa si dovrebbe seguire Gesù di Nazaret, il maestro, l’esempio di papa Francesco che cerca di farci ritornare a lui. Segni positivi ci sono ma una tendenza ampia pare non seguire papa Francesco o solo a parole.
Chi è impegnato direttamente in politica non potrà mai essere credibile se non condivide le sofferenze, le speranze delle persone e delle comunità, se opera con distacco, supponenza, autoreferenzialità.
Una ulteriore e commovente sorpresa è stato l’annuncio che papa Francesco il 20 giugno renderà riconoscimento a due pastori straordinari osteggiati in vita, anche nella Chiesa: don Lorenzo Milani e don Primo Mazzolari.

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