Varsavia guarda al futuro senza dimenticare il suo passato

Varsavia guarda al futuro senza dimenticare il suo passato«Venga il tuo Spirito e rinnovi il volto della terra, di questa terra! »

La Polonia, situata nel cuore dell’Europa, è stata in passato un luogo di unione e di divisione tra l’Europa dell’est e dell’ovest e la sua capitale Varsavia è da sempre una città esuberante, movimentata e piena di vita. Nonostante una storia particolarmente tormentata, ha conservato caratteristiche che l’accomunano alle altre capitali dell’occidente europeo. Il brillante connubio tra antico e moderno, riscontrabile nell’architettura, si realizza nel pieno rispetto delle tradizioni, assecondando la spinta naturale verso l’evoluzione. Oggi la Polonia, che conta otto milioni di visitatori all’anno, è il paese che meglio risponde alle aspettative del turista e sono tanti i nostri connazionali che vengono nel Paese per poter visitare i luoghi di San Giovanni Paolo II. La Polonia è da sempre fortemente religiosa (il 90% degli abitanti è praticante). Le chiese sono sempre a tutt’oggi molto frequentate anche dai giovani, dove è sempre presente l’immagine di San Giovanni Paolo II. Il primo pellegrinaggio in Polonia del Santo, figlio della patria polacca, fu proprio fatto a Varsavia nel giugno del 1979 quando la Polonia era sotto il dominio sovietico e, durante la Santa Messa, davanti a cinquecentomila persone, raccolti nella piazza Pitsudski, pronunciò le significative parole «Venga il tuo Spirito e rinnovi il volto della terra, di questa terra! ». La caduta del comunismo possiamo dire è iniziata con la visita del Papa e le parole pronunciate che portarono alla nascita del sindacato Solidarnosc ed al riscatto del popolo.

Varsavia è un punto di snodo per i trasporti nazionali e internazionali del Paese e l’aeroporto Warsaw Chopin è situato a soli 13 chilometri dal centro cittadino con cui è collegato con un efficiente servizio ferroviario metropolitano. La stazione ferroviaria principale “Centralina” si trova nel cuore della città, a pochi passi dal Palazzo della Cultura e della Scienza, eretto in soli tre anni quale dono dell’Unione Sovietica e per questo non molto amato dalla popolazione che non ha dimenticato le sofferenze patite sotto l’invasione sovietica. Per le informazioni turistiche di Varsavia è attivo il sito www.warsawtour.pl. dell’Ufficio turistico di Varsavia diretto da Barbara Tekieli. Per informazioni sulla Polonia si può consultare il sito dell’ Ente Nazionale Polacco per il Turismo: www.polonia.travel/it.

Situata nel cuore della pianura della Masovia ha avuto sempre una storia travagliata, da cui ne è uscita sempre a testa alta. Per poter meglio comprendere la storia e la forza di ripresa del popolo polacco occorre visitare “Il Museo dell’Insurrezione di Varsavia” che risale a dieci anni fa e che a tutt’oggi ha registrato cinque milioni di visitatori. Su di una superficie di tremila metri quadrati si possono vedere mille reperti oltre ad un filmato in 3D che mostra la città distrutta dalla furia nazista. Per non dimenticare il lavoro di tanti che sacrificarono la loro vita, oggi ci sono alcuni anziani come il tipografo novantaseienne, Henryk Wasilewski, che fuggiti dai campi di concentramento, da volontari prestano il loro aiuto, testimoniando con silenziosa dignità il dramma della loro vita.

Una leggenda popolare racconta che due sorelle sirene, nuotando nel Baltico presero strade diverse, una approdò a Copenaghen e l’altra risalì la Vistola per riposarsi in un luogo che oggi è la città vecchia di Varsavia, dove prima fu catturata e poi, mossa a pietà del suo pianto, fu liberata dal figlio di un pescatore a cui avrebbe promesso aiuto in caso di difficoltà. Certo è che di statue della sirena a Varsavia ce ne sono ben tre (una in bronzo nella piazza del mercato della città vecchia, un’altra in zinco è posta sul viadotto di Markiewicz e un’altra nella zona del Ponte Swietokrzyski). Ma naturalmente ce ne sono molte altre in giro per Varsavia che nessuno è riuscito a contarle e c’è anche chi pensa che la nostra sirena Partenope sia un’altra sorella questa volta più sfortunata che venne a morire sulle nostre rive, dando poi il nome Partenope alla nostra città. Varsavia è un fiorente centro culturale, con concerti di musica contemporanea in autunno e di jazz alla fine di ottobre. Da non dimenticare che Chopin, da bambino prodigio, fu educato a Varsavia e tanti sono i posti che lo ricordano. Molti sono i concerti, che propongono la musica del grande pianista, come quelli che si tengono ogni domenica, fino alla fine di settembre nel parco reale di Lazienki, nel giardino delle rose, sotto il monumento che lo ritrae come poeta del pianoforte. Nel parco ci si può sedere su panchine multimediali, uniche nel loro genere, installate nel 2010 nel duecentesimo anniversario della sua nascita, che permettono, premendo un pulsante, di poter ascoltare le sue composizioni più significative. Il Parco Lazienki è una delle mete preferite delle passeggiate dei cittadini di Varsavia e dei turisti. Incantevoli sono gli edifici storici all’interno del parco: il Palazzo sull’Acqua, che si riflette con il suo colore bianco nelle acque del laghetto, l’Anfiteatro estivo e il palazzo Mysliewicki. Il Tragitto Reale termina con il Palazzo del Belvedere, fino al 1994 residenza del capo dello Stato Polacco. Varsavia è una città molto estesa e i luoghi di interesse sono posizionati in varie parti della città; il centro storico per la sua perfetta ricostruzione post bellica, avvenuta dal 1949 al 1963, è stato inserito nel Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Andando in giro per la città si potrà anche gustare un dolce accompagnato da un bicchiere di vodka o un caffè presso le ottime pasticcerie del centro. Per scoprire la vera “cultura” della vodka si può scegliere un tour di degustazione di 3 ore che propone la visita di almeno tre diversi bar per assaggiare sei diversi tipi di vodka, ascoltando le storie e gli aneddoti sulla città e su questa bevanda tipica polacca. La vodka si sa è tipica dei paesi freddi del nord Europa, ma c’è un altro liquore gustoso da provare. Si tratta dell’idromele, un liquore dolce ottenuto dalla fermentazione di una soluzione di acqua, miele e lieviti, che la leggenda vuole fosse la bevanda preferita da Odino re dei Vichinghi. E sempre sulla scia della sua forza propiziatoria pare che nella settimana successiva al matrimonio, fosse uso comune, consumare idromele per aumentare le probabilità di nascita di un erede maschio.

Harry di Prisco

Nelle foto:

Un testimone dell’insurrezione del ’44

San Giovanni-Paolo-II

Il Palazzo della Scienza e della Cultura di fianco ad un moderno grattacielo

Palazzo Prezydencki

 

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