“Versi proibiti”. Una lotta. Tra ipocrisia e autentico naturalismo. L’adattamento da “L’inferno della poesia napoletana” torna in data unica DOMANI 24 maggio allo ZTN di Napoli

Domani 24 maggio alle 19, Versi Proibiti, una lotta. Tra ipocrisia e autentico naturalismo torna a portare la rivoluzione allo ZTN di Napoli. Prosa, poesie e canzoni al servizio di un fine alto che viene dal basso: riscoprire il vero significato di parole come lirismo e oscenità. Una lotta che vede protagonisti gli attori Fabio Balsamo, Francesco Saverio Esposito e Carlo Liccardo e i musicisti Serena Pisa (voce), Luigi Castiello (Contrabbasso) e Gianpaolo Ferrigno (chitarra), diretti da Giovanni Merano nell’adattamento di Maurizio D.Capuano de “L’inferno della poesia napoletana”, in un ring unico e troppo spesso bistrattato: il palco di un teatro. “Versi proibiti” è rivoluzione. Vi aspettiamo, solo se avete il coraggio.
NOTE DI REGIA
“Non vediamo perché non avremmo dovuto…Sporco? Pulito? Aggettivi! Quando mai gli aggettivi hanno fatto la storia!” Così Angelo Manna introduce la prima edizione de “L’Inferno della poesia napoletana”, un’antologia che nasce per scherzo, che si ritrova collezione di capolavori nascosti, che si ritrova a debestializzare Napoli, ormai puttana che non ama più, rigettando il suo spirito. Chi ha scritto, dal ‘600 ad oggi, questi versi, ha scritto per necessità. Contro i bivalenti, lindi fuori e sozzi dentro, contro i falsi moralisti, gli alto-borghesi nobili decaduti, contro i satiri in cotta nera. Contro l’ipocrisia. Lo ha fatto esaltando l’eros che sfocia nella rattimma, gli eccessi della gola con le relative conseguenze di corpo, con tante risate e, poiché l’uomo non ride mai di se stesso, anche amare, condizione primordiale dell’uomo. Ed ecco cos’è “Versi proibiti”, una lotta. Tra ipocrisia e autentico naturalismo. Una pièce volgare e oscena che nasce per scherzo ma che diviene una scelta, necessità. Perché? Cito Lenny Bruce: “È la repressione di una parola quella che le dà la violenza, forza, malvagità. Di conseguenza tutto potrebbe essere osceno nella misura in cui lo reprimiamo, ossia più reprimiamo e più è osceno.”
Dal dizionario, osceno: “che secondo il comune sentimento offende il pudore con parole, azioni o immagini riferiti principalmente alla sfera sessuale.
Ripugnante per la sua bruttezza”.
Ed è quello che vogliamo, ma scandalizzarsi, in caso del genere, non è perbenismo, è ottusità morale, necessaria a realizzare programmi di sviluppo meramente economici che ignorano la cultura e le culture diverse, quando diverso invece è ciò che ci arricchisce. Le cose che servono sono solo quelle spendibili. Una vita fatta di rispetto e ricca di contenuti, una cittadinanza attenta e scrupolosa non sono mai citate come finalità per cui valga la pena impegnarsi. Questo per noi è osceno. Se non insistiamo sul valore fondamentale della cultura, questa sarà accantonata perché non produce, soltanto in Italia, denaro. Ma essa serve a qualcosa di molto più prezioso: serve a costruire un mondo degno di essere vissuto. Inseguire un sogno presuppone dei sognatori, intelligenze educate a pensare criticamente alle alternative e a immaginare obiettivi ambiziosi non soltanto in termini economici. L’innovazione richiede intelligenze flessibili, aperte e creative. Il teatro, la letteratura, le arti, stimolano e rafforzano queste conoscenze. “Versi proibiti” è portavoce di questo pensiero, ribellione contro ogni tentativo di repressione culturale.
Giovanni Merano

VERSI PROIBITI
UNA LOTTA.
TRA IPOCRISIA E AUTENTICO NATURALISMO.
Adattamento teatrale de “L’inferno della poesia napoletana” e intermezzi dialogati di Maurizio D. Capuano
con
FABIO BALSAMO
CARLO LICCARDO
FRANCESCO SAVERIO ESPOSITO
e con
SERENA PISA
GIANPAOLO FERRIGNO
LUIGI CASTIELLO

scenografia ANNA SENO
grafica DANIELA MOLISSO
addetto stampa EMMA DI LORENZO
REGIA
GIOVANNI MERANO
Domenica 24 maggio ore 19
Spazio ZTN
Vico Bagnara, 3a (traversa Vac’ ‘e ‘Press Da Piazza Dante)
Prenotazioni 3394290222

 

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