Viaggio in Cornovaglia per vivere la leggenda di Re Artù

 1Cornovaglia estremità sud-occidentale dell’Inghilterra

Proposta accattivante quella di un viaggio in Cornovaglia, itinerario che piacerà sicuramente a tutti, ma soprattutto ai bambini, perchè li farà entrare nel mondo della leggenda di Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda e li metterà in contatto con una natura eccezionale. La pubblicità degli enti locali del turismo recita con molta verità, da noi verificata, “The West we like best”, per la particolare bellezza dei luoghi, come ad esempio le brughiere, le scogliere selvagge a picco su un mare dai colori vivaci che bagna incantevoli spiagge, i villaggi di pescatori, le fattorie agricole sparse ovunque e gli immensi parchi e giardini fioriti.

Le fiabe hanno sempre avuto un grande fascino, quelle dei cavalieri, per esempio, ambientate nell’immaginario medievale, rimandano alle prime letture di castelli e di spade, di principi e principesse, in cui i bambini di tutti i tempi si sono sempre immedesimati con passione. In Cornovaglia, la fiaba trova una sua personalizzazione attraverso i resti di quello che la leggenda dice sia stato il castello di Re Artù, sito a Tintagel.

Ma cominciamo dall’inizio. La reale meta del viaggio è, dunque, la Cornovaglia, una regione che mi ha sempre affascinato, la cui costa è un unico sentiero a strapiombo sul mare, stile cinque terre ma molto, molto più bello. Certo sin dall’infanzia mi sono appassionata a leggende e miti, ed invece di ascoltare favole mi sono riempita la testa dei miti greci e delle leggende su Avalon, Re Artù, fata Morgana e via dicendo.

2Coste della Cornovaglia

… Ed ecco finalmente si parte per la tanto sognata Cornovaglia! Eh già, dopo la Scozia e l’Irlanda, si può completare così il giro di quelle che, a mio avviso, sono le coste più belle del mondo.

Si atterra all’aeroporto di Stansted, a nord di Londra,

3Stansted airport

poi con un’auto a noleggio ci dirigiamo verso l’autostrada che ci porterà verso la nostra prima meta, Stonehenge

4Stonehenge

Questo misterioso circolo di pietra immerso nelle verdi colline del Wiltshire, affascina con la sua magia e i suoi secoli di leggende.

Il mistero di Stonehenge – Il sito neolitico famoso in tutto il mondo continua, infatti, ad esercitare il suo fascino senza tempo e ad appassionare per i misteri che nasconde. Da anni i ricercatori hanno studiato la struttura cercando di dare una spiegazione plausibile e scientica riguardo alla sua costruzione e al suo utilizzo. Moltissime le teorie nate e ancor più i dibattiti che si sono innescati a seguito di analisi fantasiose o scientifiche. Ma nonostante tutto, sono ancora molte le domande che aleggiano intorno a Stonhenge. Prima fra tutte, come hanno fatto a trasportare pietre così pesanti nel 3200 a.C.? E quale motivo li ha spinti a ciò? Si è notato che vi erano molti riferimenti al cammino del Sole e della Luna visto che gli allineamenti tra le varie pietre coincidono con alcuni punti della volta celeste e che corrispondono ad eventi periodici come i solstizi. Ma non basta.

Stonehenge, un’origine ancora più antica– Recentemente un team internazionale di archeologi sta concentrando la sua attenzione sulla datazione delle pietre megalitiche. Secondo Henry Chapman dell’Università di Birmingham, il sito potrebbe essere stato un luogo sacro già 500 anni prima della costruzione dei cerchi di pietre. A confermarlo le evidenze fossili di epoca preistorica: analizzando con speciali radar il sottosuolo attorno al sito neolitico sono state identificate due grandi camere allineate lungo un perfetto asse est-ovest che passa attraeverso la Pietra del Tallone – un grande masso alto circa 5 metri e collocato all’estremità del complesso – attraversando il centro esatto di Stonehenge.

Un sito dedicato al culto del Sole – Secondo gli archeologi non si tratta di un allineamento casuale ma del percorso ideale di una processione religiosa dedicata al Sole che si svolge il giorno del solstizio d’estate. Si conferma, quindi, il legame di Stonehenge con il culto del Sole. Per questo il direttore del progetto, il Professor Vince Gaffney, spiega: “Lo studio in corso a Stonehenge è il più grande mai condotto al mondo con queste tecniche”. L’operazione durerà ancora due anni, e coinvolgerà un’area di 10 km quadrati attorno al sito principale. Ogni singolo metro quadro di terreno verrà sondato fino a 2 metri di profondità con la speranza di trovare altre decine, se non centinaia, di pozzi, camere interrate e altri interessanti segreti.

Ma riprendiamo il nostro viaggio… Proseguiamo passando per alcuni paesini deliziosi che ricordano Miss Marple ed Agatha Christie per arrivare a Bath, nel Somerset, città protetta dall’Unesco.

5Bath

Bath è una città del Regno Unito che si trova nella regione inglese del Sud Ovest, nella contea del Somerset, famosa come centro termale: il suo nome, infatti, prende origine dai bagni romani, in inglese “bath”. Le sue terme sono le uniche terme naturali del Regno Unito. Ricostruita nel XVIII secolo in stile georgiano, ha molti monumenti in stile neoclassico.

Bath è un affascinante cittadina, tipicamente inglese, piena di fiori e di costruzioni in pietra, e’ una città piacevole da scoprire a piedi, un’aria rilassante e spensierata anima le vie e i pubs.

Nell’antichità era conosciuta per le sue terme costruite dai romani intorno al 43 d.C., anche se sembra esistesse un insediamento precedente: infatti da alcuni scavi compiuti risulta che delle terme più antiche fossero state costruite dai Celti e che nelle loro adiacenze fosse stato costruito un santuario dedicato al dio Sole. Pertanto è possibile pensare che le acque sulfuree che scorrono sotto la città siano utilizzate da oltre 2500 anni. Le acque di queste terme vengono chiamate Aquae Sulis. Nel corso degli anni, la città passò per vari conquistatori, finendo infine sotto il dominio dei Sassoni che le diedero il nome attuale. Le Terme di Bath Spa (altro nome della città) sono le più importanti di tutta la Gran Bretagna. Nella città di Bath è vissuto il pirata più famoso e sanguinario di tutti i tempi: Edward Teach, soprannominato “Barbanera”
La città è attraversata dal fiume Avon che scorre a circa 15 metri al di sotto del livello stradale. La costruzione dell’attuale centro storico avvenne nel XVIII secolo, in stile Georgiano, per soddisfare il crescente bisogno di benessere e comfort da parte dei visitatori delle terme. Alcuni importanti edifici si trovano raccolti in un breve spazio, in particolare le terme romane, l’Abbazia e Guildhall. L’Abbazia era originariamente una cattedrale normanna che venne poi ricostruita in stile gotico nel secolo XVII. Ulteriori lavori di ristrutturazione vennero poi fatti all’interno di essa nel XIX secolo. L’Abbazia si trova sulla stessa piazza dove sono ubicate le Terme Romane e la Guildhall, ovvero il Municipio della città. La città di Bath è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Altro aspetto caratteristico di Bath è il Royal Crescent con il vicino Circus, ideati da John Wood il Vecchio e realizzati da John Wood il Giovane tra il 1754 ed il 1774. Essi rappresentano il sogno visionario del suo progettista di dare un aspetto neo-classico e palladiano alla città di Bath.

Il viaggio prosegue e dopo una bellissima sosta al faro di Hartland, nel Devon, che si erge sulle nostre prime scogliere a picco sul mare

6Il faro di Hartland Point

Il faro di Hartland Point si trova sulla punta dell’omonimo promontorio sulla costa settentrionale del Devon, Inghilterra, vicino ad Hartland. Posto su una grande roccia all’estremità del promontorio di Hartland, costituisce un punto di riferimento per tutti natanti che si avvicinano al Canale di Bristol. Il faro fu costruito da Trinity House, l’autorità britannica per i fari, nel 1874, su progetto dell’ingegnere sir James Douglass. Il faro era presidiato da 4 custodi che abitavano in una casa adiacente al faro. Nel 1984 il faro fu automatizzato rendendo superflua l’abitazione, che fu demolita per consentire la costruzione di una piattaforma per l’atterraggio degli elicotteri. Oggi il faro è monitorato a distanza dal centro operativo di Trinity House ad Harwich, nell’Essex.

E….finalmente arriviamo in Cornovaglia

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Artù, Ginevra, Lancillotto, Merlino, Morgana, i cavalieri della tavola rotonda… quante volte mi hanno condotta in mondi immaginari, facendomi sognare gli scenari che facevano da sfondo alle gesta di intrepidi cavalieri. Sarà forse per questo od anche perchè sono forse troppo sensibile, che quando sono arrivata nella bellissima Tintagel, la città di nascita del grande re Artù, due grossi lacrimoni sono scesi sulle mie guance, a testimoniaza della mia grande gioia…

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Nella Cornovaglia settentrionale con le sue scogliere selvagge a picco sul mare, troviamo Tintagel, villaggio famoso perchè, secondo la leggenda il castello, sito nelle vicinanze, sarebbe stato la dimora di re Artù e forse anche il suo luogo di nascita. Del King Arthur’s Castle, fatto costruire probabilmente dal figlio illegittimo di Enrico I rimangono solo le rovine. Ne parla il cronista dell’epoca e grande artefice della propagazione delle leggende arturiane Goffredo di Monmouth nella sua Historia Regum Britanniae (1136).

Molto frequentata dai turisti è la spiaggia vicino al castello. Famosa è anche la grotta tra le scogliere, che si dice fosse abitata dal mago Merlino. Tintagel compare come luogo dei miti arturiani anche nel poema di Lord Alfredo Tennyson Idilli del re.

Questo famoso castello, proprietà dei duchi di Cornovaglia, è protetto dall’English Heritage.

11 Un edicificio che invece esula dalla leggenda locale, ma comunque di interesse architettonico, è l‘Old Post Office, una vecchia casa padronale del XIV secolo con un caratteristico tetto d’ardesia e stanza d’epoca in quercia originale

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Nel periodo vittoriano una parte dell’edificio fu usata come ufficio postale da cui il nome. Dal 1901 è un monumento nazionale protetto dalla National Trust

Comunque che crediate oppure no alla leggenda di re Artù, questo è un luogo di sicura atmosfera e ispirazione. Scavi archeologici portati avanti dall’archeologo Ralegh Radford negli anni ’30 del secolo scorso nell’area interna alle rovine del castello hanno rivelato che l’altura dove sorge il maniero, ospitò probabilmente il luogo di un importante monastero celtico, di una fortezza principesca o di un insediamento commerciale di VI secolo (subito dopo il ritiro romano dalla Britannia) quindi nell’epoca in cui sarebbe vissuto Artù.

La visita alle rovine del castello può essere effettuata tutti i giorni dell’anno dalle ore 9,00 alle 17,00 e si svolgono fra bassi muretti, che un tempo segnavano la divisione in stanze, arroccati sulle ripide coste affacciate sull’oceano, di una bellezza che toglie il fiato, su un mare quasi sempre mosso e minaccioso, con una costante musica di canti di gabbiani e altri uccelli di scogliera.

Dando uno sguardo d’insieme, non è facile riuscire a spiegare la bellezza dei cottages in pietra inondati di fiori, sul cui sfondo si stagliano meravigliose scogliere verdeggianti, a tratti punteggiate dal rosa dell’erica, che precipatano con violenza nel mare… mentre su tali meraviglie della natura troneggiano le rovine del castello di King Arthur.

Dopo Tintagel ripartiamo alla volta di Port Isaac passando per Boscastle

13Boscastle

Uno splendido paesino che rimase distrutto in un alluvione nel 2004.

Arrivo a Port Isaac, un paesino che si arrampica su una scoscesa insenatura, tutte case bianche che scendono sino al porticciolo.

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Port Isaac (Cornish: Porthusek) è un piccolo e pittoresco villaggio di pescatori sulla costa atlantica del North Cornwall. Le città più vicine sono Wadebridge e Camelford, entrambe a dieci miglia di distanza. Port Gaverne, comunemente scambiato a far parte di Port Isaac, è un borgo nelle vicinanze che ha una sua storia individuale. Il significato del nome Izzick Porth (modificato in ortografia inglese) è il “porto di mais”, indicando un commercio di mais dal quartiere seminativi nell’entroterra.
Dal 1980 il paese è servito da sfondo a diverse produzioni televisive, tra cui la serie ITV Doc Martin.

Dopo una breve visita a Port Isaac, ripartiamo perchè abbiamo ancora un pò di strada da fare prima di arrivare a Penzance.
Penzance è una città della Cornovaglia nel Regno Unito. E’ nota per essere la città occidentale più importante in Cornovaglia ed è a circa 75 miglia (120 km) a ovest di Plymouth e di 300 miglia (500 km) a ovest-sud-ovest di Londra. Situata a ridosso della baia del Monte, la città si affaccia a sud-est sul Canale della Manica, è delimitata a ovest dal porto da pesca di Newlyn, a nord dalla parrocchia civile di Madron e ad est dalla parrocchia civile di Ludgvan . La posizione della città dà un clima temperato, più mite rispetto alla maggior parte del resto della Gran Bretagna.

Non si rimane particolarmente colpiti da questa città portuale, in quanto dopo la pace e la tranquillità dei paesini visti in precedenza, riporta, sebbene in dimensioni ridotte, al caos delle grandi città.

Decidiamo allora di andare a vedere Land’s End

15Land’s End

Land ‘s End EndLand di (Cornish: Penn uno Wlas) è un promontorio e piccolo insediamento nella parte ovest di Cornwall Si trova sulla penisola Penwith circa otto miglia (13 km) a ovest-sud-ovest di Penzance.
Land ‘s End è il punto estremo ovest del continente d’Inghilterra.

Ha una particolare risonanza perché è spesso usato per suggerire distanza. Land ‘s End a John o’ Semole in Scozia è una distanza di 838 miglia (1.349 km) su strada e la fine di questa terra a John o ‘distanza Semole viene spesso utilizzato per definire le razze, le passeggiate o eventi di beneficenza nel Regno Unito.

I Longships, un gruppo di isolotti rocciosi sono poco più di un miglio dalla costa di Land ‘s End, e le Isole Scilly si trovano a circa 28 miglia (45 km) a sud-la mitica terra perduta di Lyonesse (di cui in letteratura arturiana) è stata presumibilmente situato tra Scilly e la terraferma.

Il promontorio è stato designato come uno spazio importante impianto, dal Plantlife organizzazione, per le specie rare di flora.

Una volta arrivati sul posto una spettacolare scogliera sull’Oceano Atlantico di presenta ai nostri occhi. Il vento è fortissimo e le onde s’infrangono prepotentemente contro le rocce, un’aria tormentata che mi fa subito venire in mente lo “Sturm und Drang”. E’ uno spettacolo maestoso e stare lì fa sentire piccoli, piccoli e in balia della natura benigna, si vive un’atmosfera che scuote l’animo, che fa tremare alla vista di tanta potenza e di tanta struggente bellezza!

Il giorno seguente decidiamo di vedere il castello di St Michael Mount

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St Michael’s Mount è un’isola tidale situata nella cosiddetta Mount’s Bay, nell’estremità occidentale della Cornovaglia (Inghilterra sud-occidentale), di fronte a Land’s End. Dal punto di vista amministrativo, si tratta di una parrocchia civile del distretto di Penwith.
L’isola è famosa per la sua vaga somiglianza (non solo nel nome) con il Mont Saint-Michel della Normandia (Francia). La somiglianza non è per nulla casuale: anche questo luogo è infatti dedicato all’arcangelo Michele, che secondo la leggenda vi sarebbe apparso nel 495 e al quale dei Benedettini, provenienti proprio da Mont Saint-Michel, vollero dedicare un’abbazia in loco, abbazia (della quale rimangono solo il refettorio e la chiesa) sostituita poi nel corso del XVI secolo dalla fortezza che si può tuttora ammirare.
L’isola è collegata da un traghetto (oltre che da una lingua di terra durante la bassa marea – foto 2) alla città di Marazion.

Poi pensiamo di visitare Mousehole, un paesino vicino a Penzance

18Mousehole

Un piccolo villaggio di pescatori molto antico aggrappato a ripide scogliere e costruito attorno ad un piccolo porto

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Ed ora via alla volta di St Ives.

St Ives è una città di mare, parrocchia civile. La città si trova a nord di Penzance e ad ovest di Camborne sulla costa del Mar Celtico. In passato era commercialmente dipendente dalla pesca. Il declino della pesca, tuttavia, ha causato uno spostamento d’accento commerciale e la città adesso è principalmente un popolare luogo di villeggiatura, in particolare per raggiungere il premio ‘Best UK città di mare’ dalle British Travel Awards nel 2010 e nel 2011. St Ives è stata incorporata da Royal Charter nel 1639. St Ives è diventata famosa per il suo numero di artisti. E ‘stata nominata miglior località balneare del 2007 dal quotidiano Guardian.

St Ives è veramente una città molto carina, anche se un pò affollata di turisti, con le sue viuzze strette e colorate dai tanti vasi di fiori, dai tanti negozieti di souvenirs, e con il porto pieno di bambini che temerari, ma con la muta, si tuffano nelle acque freddissime del mare…

Ma il VIAGGIO E’ TERMINATO… non ci resta che il RITORNO A CASA!

BUON VIAGGIO

E BUONE VACANZE A TUTTI!

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