La voce dei giovani: Erasmus, esperienza utile o perdita di tempo?

Il progetto di interscambio culturale Erasmus è considerato ormai da molti studenti italiani e non solo, come un’avventura fantastica durante la quale poter conoscere nuovi amici e nuove culture, visitare nuovi luoghi e sperimentare una vita completamente differente.

Molti sono i giovani che vi hanno già preso parte in passato o che stanno vivendo questa esperienza attualmente nei posti più disparati del nostro continente, tuttavia questo programma di studio all’estero ha suscitato opinioni discordanti circa la sua effettiva utilità. Molti sono infatti coloro che ritengono che l’Erasmus non sia altro che una vacanza lunga tra i 3 ed i 12 mesi e che la borsa di studio che prevede, venga in realtà sfruttata da studenti meno bravi che hanno così occasione di poter recuperare il “tempo universitario” perduto nel proprio paese d’origine. Quest’ultima affermazione è però smentita dallo stesso bando Erasmus, pubblicato da ciascuna università, che afferma chiaramente che “la graduatoria di assegnazione della borsa di studio viene stilata in base alla media ponderata dei voti conseguiti dallo studente ed al rapporto tra anno d’iscrizione e crediti conseguiti e registrati”.

Resta comunque ancora un’obiezione mossa al programma: si tratta effettivamente di un’esperienza utile o è, come ripetuto spesso dai suoi detrattori, solo una lunga vacanza-studio?

Ho cercato di trovare una risposta a questa domanda nella maniera che mi sembrava potesse essere la più idonea ed affidabile: ascoltando le opinioni di alcuni studenti, coetanei e non, che hanno già preso parte in passato al programma, così come quelle di alcuni professori universitari.

Il risultato, come facile da pronosticare, è stato di gran lunga favorevole allo schieramento pro-Erasmus. L’assoluta totalità degli studenti ha valutato positivamente tanto il programma quanto la propria esperienza. Questa, infatti, ha permesso loro non solo di conoscere nuovi luoghi e nuovi amici ma di imparare anche nuove culture ed una nuova lingua, il tutto senza tralasciare lo studio, sempre necessario per superare un esame, tanto in Italia, quanto in qualsiasi altra parte del mondo. Le Opinioni degli stessi professori non sono poi così discordanti. Alcuni hanno dichiarato che l’Erasmus è fondamentale nel percorso di formazione, tanto accademico quanto personale, di uno studente; altri invece che l’esperienza di studio all’estero costituisce per il giovane un elemento molto utile al fine di avere maggiori possibilità nel campo lavorativo nel futuro. Come emerge chiaramente, dunque, il programma Erasmus è una delle poche cose in grado di far concordare il pensiero e l’opinione, spesso discordanti, di studenti e professori. Anzi è importante inoltre sottolineare che sono spesso gli stessi professori ad incitare gli studenti più preparati a prendere parte al progetto, con il fine, come si è detto, di permettere loro di avere una formazione più completa. Questi sono solo alcuni pareri.Spetta poi ad ognuno di noi decidere da che parte stare, con i fautori o i detrattori del programma. Anche quest’anno più di ventimila studenti italianihanno intrapreso quest’avventurache, chissà, potrà cambiare per sempre la loro vita personale e lavorativa.

Io sono uno di loro, ed in pochissimo tempo (poco più di un mese) ho potuto già constatarequanto studenti e professori avessero ragione.

Paolo Zinna

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