Zang Zang Tuumb Tumb Cin Cin!: al Margutta l’aperitivo diventa Futurista

Martedì 13 ottobre alle ore 19.00 Fulvio Piccinino, barman studioso e appassionato di futurismo, preparerà e presenterà con un coinvolgimento multisensoriale la Polibibita

Negli anni Trenta la Polibibita fu la risposta autarchica italiana al cocktail. “La Miscelazione Futurista” è il titolo del libro di Fulvio Piccinino che verrà presentato dall’autore martedì 13 ottobre alle ore 19.00 presso Il Margutta vegetarian food & art. L’aperitivo, rigorosamente “green”, è organizzato dalla titolare Tina Vannini e voluto dalla curatrice Francesca Barbi Marinetti, la quale afferma: “Mio nonno incoraggiava a nutrire la creatività, vero motore della vita, estendendola ad ogni attimo e dettaglio del vivere. Il piacere e la bellezza possono stare in un quadro come in una polibibita!”.
Una serata coinvolgente che introdurrà, attraverso la degustazione di miscele alcoliche preparate con ingredienti da intenditori, alla concezione futurista della multisensorialità. Le papille degustative sono più stimolate se vi è sinergia tra vista, tatto, udito e olfatto. Un’intuizione che i futuristi avevano ben colto immaginando la rivoluzione di vita che la modernità e la rivoluzione tecnologica avrebbero portato. Arte=Vita asseriva FT Marinetti. È così che accanto alle opere di Balla, Boccioni, Depero, alle tavole parolibere e parole in libertà, al Teatro della sorpresa, ai progetti avveniristici dell’architetto Sant’Elia, all’intonarumori di Russolo, si sviluppa in seno al movimento una sperimentazione che coinvolge grafica, moda e cucina. L’uno sempre in dialogo con l’altro poiché il concetto di arti minori secondo la filosofia futurista perde di valore. Tutto si tiene insieme con vitalismo e energia creativa.
Fulvio Piccinino, barman studioso e appassionato di futurismo,pubblica18 incredibili ricette di polibibite realizzate tra il 1925 e il 1933 da diversi esponenti del futurismo: pittori, poeti e artisti, audaci anticipatori di stili e tecniche che precorrono sotto molti aspetti l’arte della miscelazione contemporanea. Il libro edito da CocchiBooks, La Miscelazione Futurista – Polibibite, la risposta autarchica italiana ai cocktail degli anni Trentava idealmente a completare “La cucina Futurista” di Marinetti e Fillia ed è un manuale in italiano e inglese per la creazione di cocktail favolosamente e autenticamente “vintage” con una precisa identità storica e culturale.Un volume pensato in prima istanza per altri barmen – perché possano provare l’emozione di miscelare una polibibita e servirla con la consapevolezza della sua genesi complessa e variegata – ma che certamente non mancherà di incuriosire ed entusiasmare i non addetti ai lavori, per il suo apparato storico e iconografico e la cura con cui riesce a svelare lati inediti del movimento futurista.

IL LIBRO – La Miscelazione Futurista raccoglie storie, aneddoti, dettagli legati alla cucina di Marinetti & co con particolare attenzione al mondo del bere miscelato. Illustra le polibibite, tra filologia e attualità, con una corposa appendice in cui trovano spazio i trucchi per realizzare un aeroaperitivo futurista e un neomanifesto del miscelatore futurista. Al progetto hanno preso parte, oltre alla storica casa astigiana Giulio Cocchi che ne è anche editore, Campari, Tassoni, Luxardo, Nardini, Pallini, Strega, Fabbri in un’inedita sinergia nata dalla comune volontà di questi grandi liquoristi, accomunati da un legame di prodotto e storia agli anni del Futurismo, di incentivare lo sviluppo e la diffusione della miscelazione italiana in un panorama in cui le ricette anglofone hanno avuto il sopravvento.Il patrimonio di tradizioni, formule e prodotti divisi in famiglie come gli aperitivi, i vermouth, i bitter, gli amari, i liquori dolci, i distillati, e gli stessi vini e spumanti, danno nel loro insieme un ruolo di assoluta primogenitura all’Italia nel mondo. Il periodo degli anni Venti e del Futurismo ne racconta forse il momento più affascinante e divertente. Il rilancio della miscelazione futurista, della quale questa opera si fa strumento, riporterà in auge cocktail rimasti per anni non proposti e potrà forse essere occasione di ritorno in produzione di alcuni liquori desueti e di ingredienti caduti nell’oblio.
IL PROGETTO “NORMALITY” – Prosegue presso gli spazi espositivi de Il Margutta la mostra “Normality” dei due artisti Valeria Catania e Guido Pecci. L’esposizione è ideata da Tina Vannini, curata da Giorgia Calò, organizzata e coordinata da Anita Valentina Fiorino. L’ingresso è libero, sino a fine novembre.Oggetto della mostra la follia creativa di due artisti italiani dalle diverse provenienze stilistiche e concettuali, che affrontano la presenza binaria dello spazio espositivo creando un percorso estremamente particolare nella sua totale eterogeneità.
La mostra propone una contrapposizione tra diversi linguaggi, spesso monocromo con l’uso di plexiglass e lamiere per Catania, estremamente colorato e materico quello di Pecci. Ma suggerisce anche due punti di vista ben distinti: più introspettivo il primo, estroverso nel suo tripudio pop il secondo.La mostra si inserisce in un progetto ben più ampio, il cui “fuoco artistico” è il cortometraggio Normality, produzione indipendente dell’attore Gabriele Lazzaro, che è stato presentato durante un evento speciale. Durante la mostra sarà dedicata una serata speciale anche agli appassionati di teatro, prevista per fine ottobre, con uno spettacolo che ricalca i temi della follia e del disordine.

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